Firenze tra il 1400 e il 1500
Il termine Rinascimento fu utilizzato dal Vasari nelle “Vite”, proprio per identificare
la rinascita delle arti che, in Italia si stava sviluppando già dall’inizio del XV secolo.
Consiste in quella nuova visione culturale, in quel rinnovamento d’arte e di pensiero, che
nasce nel 1400 e che si avvale in una prima fase delle tematiche formatesi in seno all’Umanesimo
per poi definirsi compiutamente nella prima metà del ‘500.
Firenze è il centro della cultura umanistica: l’arte non è più considerata come un’attività manuale bensì intellettuale. Conseguenza dell’umanesimo è una nuova concezione dell’arte che
conduce ad una ricerca del rapporto uomo-natura.
L’arte del Quattrocento pertanto si baserà, su un nuovo modo di rappresentare lo spazio: la prospettiva.
Pittura e scultura oramai completamente autonome, esprimeranno la ricerca di armonia ed equilibrio fra i
vari elementi compositivi.
Tra le personalità di spicco del Rinascimento Fiorentino, accanto ai celeberrimi Brunelleschi e Donatello, figurano i non meno importanti nomi di Ghirlandaio, Verrocchio, Masaccio, Cellini e Vasari, in onore dei quali abbiamo dedicato le nostre stanze, citando un breve estratto della loro vita nelle figure sottostanti. Il 1500 rimanda immediatamente al genio creativo di Leonardo, Michelangelo e Raffaello .
Senza dubbio,
proprio grazie alla presenza di queste tre figure dominanti il panorama storico-artistico, il 1500
rimane nell’immaginario collettivo, come una sorta di vetta sublime ma con una decadenza,
con quegli artisti che ne ripetono le forme.
Il pensiero critico contemporaneo ha successivamente
ampiamente rivalutato il Manierismo.
L’arte del ‘500 si divide dunque, in due periodi principali: uno che ricopre il primo trentennio,
nel quale si raggiunge l’apice dell’arte rinascimentale con dei primi segnali di Manierismo; e
uno che comprende i successivi decenni caratterizzati, non dalla mera imitazione dei grandi maestri, bensì
dalla nascita ed evoluzione di un particolare linguaggio denominato Manierismo; l’arte stessa
diventa essa stessa ricerca inquieta di un equilibrio e di una armonia ormai perduto. Maggiori
esponenti ne sono : Beccafumi, Rosso Fiorentino e Pontormo.
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